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Museo archeologico di Iraclion (Candia)

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Il Relievo del Toro all'Entrata Settentrionale, Knossos
Il Relievo del Toro all'Entrata Settentrionale, Knossos
Il Museo Archeologico di Iraclion (Candia) ospita la collezione più importante di arte e manufatti minoici del mondo. L'esposizione si articola in venti sale, disposte su due piani, seguendo un itinerario cronologico che va dal neolitico fino al periodo greco-romano. Meravigliosi affreschi, capolavori dell'era minoica sono esposti al piano superiore.
Il Museo Archeologico di Iraclion (Candia) ospita la collezione più importante di arte e manufatti minoici del mondo. L'esposizione si articola in venti sale, disposte su due piani, seguendo un itinerario cronologico che va dal neolitico fino al periodo greco-romano. Meravigliosi affreschi, capolavori dell'era minoica sono esposti al piano superiore.
 
Sala 1
Neolitico e Periodo Prepalaziale (5000 - 1900 a.C.)
In questa sala è possibile seguire l'evoluzione dell'arte ceramica dai primi reperti, provenienti da Partira e Pyrgos dal 3000 al 2600 a.C. dalle tecniche di cottura non uniformi, all'originale stile ceramico di Vasilikì, che prende la denominazione dal luogo dove sono stati rinvenuti per la prima volta esemplari di questo tipo. Il vasellame di stile Vasilikì comprende boccali, coppe e anfore dal caratteristico collo di forma allungata e dalla superficie screziata, risultato di variazioni di intensità del calore di cottura. Le decorazioni inferiori policrome del Periodo Prepalaziale, che spaziano dal bianco al rosso ciliegia su fondo nero, sono considerate il primo sviluppo di quello che poi si evolverà nel più tardo stile di Camares.
In questa sala (teca 7) sono in esposizione dei reperti in pietra di straordinario interesse, come i due pixis, provenienti da Mochlos e Zacros.
Ritone del Toro ovverosia vaso da libagioni proveniente da Zakros
Ritone del Toro ovverosia vaso da libagioni proveniente da Zakros
La teca 12 contiene una statuetta in terracotta, rappresentante un toro con acrobati che volteggiano sulle sue corna. Nella teca 16 sono esposti i sigilli di quest'epoca, realizzati in materiali teneri come osso, steatite ed avorio importato.
Gioielli d'oro e di cristallo di altissima qualità provenienti dalle tombe di Mochlos, Mesarà e Arhanes sono in esposizione nelle teche 17 e 18A.
 
Sala 2
Periodo Palaziale Antico (1900 - 1700 a.C.)
In questa sala sono esposti reperti provenienti in gran parte da Cnosso e Màlia. Nella teca 23 è possibile ammirare i primi esemplari di vasellame del caratteristico stile rosso di Camares. La ceramica dello stile di Camares, prese il nome dalla grotta omonima dove furono trovati per la prima volta esemplari di questo tipo, sebbene sia molto probabile che questo stile sia stato sviluppato a Festos. Lo stile di Camares si distingue per i colori scuri, le spirali di gusto astratto ed i motivi curvilinei, nonchè per le decorazioni in rilievo. Le figure fittili in miniatura, ritrovate in santuari rupestri di Palaícastro, Calò Horiò e Monte Youctas, si trovano nella teca 24. Quella seguente espone, invece, il famoso Mosaico della Città, proveniente da Cnossos, che rappresenta, in una serie di tessere smaltate, una veduta di case a più piani di epoca minoica.
 
Sala 3
Periodo Palaziale Antico (1900 - 1700 a.C.)
I reperti di questa sezione provengono da Festos. La teca 30 espone le prime ceramiche ritrovate nella grotta di Camares, che dette il suo nome al famoso stile omonimo. Nella teca 43 è in esposizione un vaso a fiori bianchi ed un portafrutta dal bordo dentato, dipinti nello stile di Camares. Nella teca 40, invece, si trova una vasta collezione di sigilli. Il famoso Disco di Festos, in materiale fittile e con iscrizioni su ambedue i lati, si può ammirare nella teca 41. Il verso della scrittura pittografica segue un movimento a spirale che va dal bordo verso il centro. Gli esperti non sono stati ancora in grado di decifrare la scrittura del disco, come anche quella geroglifica minoica ed il Lineare A.
 
Sala 4
Periodo Palaziale Nuovo (1700 - 1400 a.C.)
Gli oggetti in esposizione in questa sala testimoniano il fulgore della civiltà minoica, ricca di un originale senso creativo e di una continua evoluzione artistica. Lo stile della ceramica spazia dal periodo di Camares allo stile Floreale ed a quello Marino. I temi pittorici variano dall'astratto a quelli realistici ispirati alla natura. Il rapporto cromatico è invertito: decorazioni scure si stagliano su fondi chiari. Molti esempi di questo nuovo stile si trovano esposti in questa sala.
Le tecniche porcellanate vengono altamente sviluppate in questo periodo, arricchendo le superfici smaltate con effetti cromatici ottenuti con sabbia, creta, ossidi metallici, alcali e colori resinati. La famosa Dea dei Serpenti nella teca 50, come anche la vacca e la capra selvatica che allattano i loro piccoli (teca 55) si trovano in questa sala.
In questa sala si trovano anche eccezionali manufatti in pietra del Nuovo Periodo Palaziale. La testa di toro proveniente dal Piccolo Palazzo di Cnosso è realizzata in serpentino (metallo verde opaco con venature serpentine), mentre gli occhi sono di diaspro e cristallo di rocca incastonato: la testa si trova nella teca 51. La testa di leonessa nella teca 59 è realizzata in alabastro calcareo. Il leopardo e lo scettro con l'ascia bipenne (teca 47) provengono da Màlia e sono realizzati scisto (una roccia a conglomerato fine a strati e diviso in placche irregolari sottili). Nella teca 57 è in esposizione l'eccezionale esemplare di gioco da tavolo in avorio, pasta vetrata blu, cristallo, oro e argento con pedine in avorio. La lavorazione dell'avorio aveva raggiunto in questo periodo una rara perfezione. Il famoso Acrobata di Cnosso, che raffigura un ragazzo mentre esegue un salto mortale, si trova nella teca 56. Nella teca 52 si possono ammirare manufatti vari in avorio, osso, oro e bronzo,
 
Sala 5
Periodo Palaziale Nuovo (1450 - 1400 a. C.)
Si può già indovinare il declino della potenza minoica dal calo di qualità artistica degli oggetti di questo periodo. I temi decorativi su ceramica continuano ad essere presenti, ma su nuovi tipi di vasellame e sono caratterizzati da un nuovo formalismo. Lo stile Palaziale viene costretto in rigidi disegni geometrici, il cui contrasto stride con i temi naturalistici floreali e marini dell'epoca precedente. Si assiste all'evoluzione dal disegno realistico a quello astratto e decorativo. Interessante è notare le variazioni in tema sulle anfore con motivi decorativi con polipi dello stile Palaziale rispetto alle anfore con polipi più naturalistici dello stile Marino. Molti oggetti di fattura egiziana trovati a Cnossos sono esposti in questa sala, a testimonianza dello stretto contatto che esisteva fra le due culture. La teca 70a contiene un modellino fittile di casa, proveniente da Arhanes, che mostra come doveva apparire una modesta abitazione minoica. Tavolette di Lineare A e B sono in esposizione nella teca 69. Il Lineare A era la scrittura minoica originale, purtroppo per noi ancora indecifrabile. Il Lineare B, invece, appare in questo periodo a Cnossos e sembra essere una forma di dialetto greco, confermando così indirettamente la presenza dei Micenei a Cnossos dopos il 1450 a.C.
 
Sala 6
Periodo Palaziale Nuovo e Postpalaziale (1450 - 1300 a.C.)
Qui si trova la collezione di reperti provenienti dalle necropoli di Cnossos, Festos ed Arhanes. Questa sala ospita la più bella collezione da museo di gioielli in oro ed avorio (vedi teche 87 ed 88). Il gran numero di armi in esposizione rende evidente la marcata influenza micenea sulla cultura minoica del tempo. La sala ospita, inoltre, due elmi: uno (ricostruito) in zanne di cinghiale e l'altro originale in bronzo, con parti protettive ai lati del volto.
 
Sala 7
Insediamenti del Periodo Palaziale Nuovo e Grotte (1600 - 1450 a.C.)
Qui sono esposti reperti eccezionali in pietra provenienti da Agìa Triada. Le decorazioni in steatite nera in bassorilievo sui vasi sono tra gli esemplari migliori dell'era Minoica. Il Vaso del Trebbiatore, nella teca 95, raffigura una processione di uomini che rendono grazie per il raccolto ricevuto. Contadini seguono un sacerdote o un re vestito di un abito a scaglie, che tiene in mano un bastone, mentre un uomo suona uno strumento ed altri cantano. Un altro reperto con rilievi su un ritone in steatite nera raffigura alcune gare sportive: pugilato, lotta libera e giostre di tori (teca 96). La Coppa del Capitano, nella teca 95, raffigura un principe che riceve un rapporto da un ufficiale.
La teca 101 contiene un'esposizione di gioielli. Uno dei pezzi più belli è quello del Pendente dell'Ape, portato alla luce a Màlia. Grandi lingotti di rame, nella teca 99, pesano ben 29,5 kg. All'inizio gli archeologi ritenevano che questi costituissero una forma di scambio, ma recentemente si ritiene più probabile che essi fossero semplicemente materiale grezzo destinato ai laboratori. La teca 89 contiene delle figurine in bronzo in atto di adorazione. Sulla parete si trovano tre grandi asce bipenne bronzee montate su manici di legno. L'ascia bipenne era un simbolo fondamentale della civiltà minoica.
 
Sala 8
Periodo Palaziale Nuovo (1700 - 1400 a.C.)
Qui sono esposti i reperti provenienti dal Palazzo di Zacros. Due dei pezzi più belli del museo si trovano in questa sala e testimoniano l'altissimo grado di perfezione nella lavorazione della pietra raggiunto in epoca minoica. Il ritone in cristallo di roccia nella teca 109 ha un manico decorato di pietre di cristallo dai riflessi verdi (dal sottile filo in bronzo) ed è un vero capolavoro artistico. Il Ritone del Santuario Rupestre è realizzato in clorite e rappresenta un santuario rupestre con capre selvatiche, asce bipenne, uccelli e piante in bassorilievo.
 
Sala 9
Nuovo Periodo Palaziale (1700 - 1400 a.C.)
I reperti qui esposti, provengono da siti minori della zona orientale di Creta. Le figurine in terracotta della teca 123, ritrovate nel santuario rupestre di Piscocèfalo, mostrano gente comune dell'era minoica in atto di adorazione. La teca 128 accoglie la più grande collezione del museo di sigilli in pietra. Su un recipiente proveniente da Palaicastro, nella teca 120, è raffigurato un polipo.
 
Sala 10
Periodo Postpalaziale (1400 - 1100 a.C.)
Il declino artistico fu il risultato della oppressiva presenza micenea nell'isola. La teca 132 contiene una scultura fittile raffigurante un gruppo di persone con un suonatore di lira, a cui manca il rilievo e la vivezza delle opere anteriori.
 
Sala 11
Periodo Sub-minoico e Primo Periodo Geometrico (1100 - 900 a.C.)
La teca 153 mostra il passaggio dall'era del bronzo all'uso del nuovo metallo, il ferro, utilizzato per la manifattura di armi e di utensili vari. Le teche 149 e 158 contengono offerte votive alla dea della fertilità, Eilìthia. Questo mostra come le tradizioni e le credenze delle popolazioni minoiche continuassero ad essere vive, nonostante la crescente pressione di forze esterne. Nella sala si trova anche una collezione di reperti in ceramica (teca 148), provenienti da Carfì.
 
Sala 12
Pieno Periodo Geometrico e Periodo Orientaleggiante (900 - 650 a.C.)
L'influenza orientale, specialmente egiziana, diventa evidente in questo periodo. Un esempio caratteristico è il vaso nella teca 163. La teca 170 espone un piccolo tesoro di gioielli in oro dalla fattura molto elaborata.
 
Sala 13
Sarcofagi Minoici
La sala contiene una collezione di sarcofagi di varie epoche, che si dividono in due stili distinti: quelli quadrangolari con coperchio e quelli a "vasca". Questi ultimi erano probabilmente usati per fare il bagno, prima di accogliere le spoglie del loro possessore alla sua morte. Sembra che i minoici seppellissero i loro morti in posizione fetale, con le ginocchia appoggiate al petto e questo spiega le dimensioni ridotte di molti sarcofagi.
 
Sala 14
Galleria degli affreschi: Periodo Palaziale Nuovo
Gli affreschi del Periodo Palaziale Nuovo erano originariamente in bassorilievo, realizzati con un miscuglio di calcare e sabbia. Un esempio è costituito dall'affresco della testa taurina posto presso l'Accesso Settentrionale del Palazzo di Cnossos.
Per realizzare gli affreschi, i Minoici utilizzavano la tecnica dell'intonaco colorato con l'aggiunta di sostanze minerali, prima di applicarlo alla parete. Una volta che il muro si era asciugato, si aggiungevano altri colori di rifinitura, la cui composizione non è ancora ben identificata. I dipinti erano di solito bidimensionali. Si evitava di dare rilievo alla profondità della scena, mentre in alcuni casi, venivano dipinte scene di vita quotidiana in miniatura.
Sulla parete sinistra si può ammirare l'affresco proveniente dal Corridoio della Processione a Cnossos. Fra le porte che conducono alle altre gallerie si trova un grifone in rosso e nero proveniente dalla Sala del Trono a Cnossos. Più oltre vi sono gli affreschi a tema naturalistico, provenienti da Agìa Triada, alcuni dei quali anneriti dal fuoco. Sulla parete di fronte si trovano alcuni dei più famosi capolavori provenienti da Cnossos: il Principe dei Gigli, la Tauromachia, le Dame azzurre ed i Delfini. Gli affreschi con i gigli provengono da una villa ad Amnisòs.
Al centro della sala si trova il famoso sarcofago di Agìa Triada. È realizzato in pietra calcarea, ricoperta di stucco e poi dipinta con la stessa tecnica dell'affresco. I dipinti rappresentano delle cerimonie funebri. Su un lato sono raffigurate in pratica due scene distinte, dato che la metà delle figure guarda verso destra e l'altra metà verso sinistra. La figura femminile a sinistra versa il contenuto di un vaso dentro un cratere, in un rituale di purificazione. Le figure a destra recano doni al sacerdote. Sul lato opposto si compie il sacrificio di un toro. L'animale è stato già ucciso ed il sangue viene raccolto in un recipiente. Dietro l'altare vi sono anche altri animali in attesa di essere sacrificati. Il sangue viene portato da una donna ad una sacerdotessa, che sta fra due asce bipenne e che lo raccoglie in una grande giara. La musica di una lira accompagna un tratto della processione.
 
Sala 15
Altri affreschi dal Periodo Palaziale Nuovo
Il più famoso di questi affreschi è quello della sacerdotessa, soprannominata dagli archeologi "La Parigina". Si tratta del bellissimo ritratto di una giovane donna dalle rosse labbra brillanti, occhi immensi e lunghi capelli.
 
Sala 16
Altri affreschi del Periodo Palaziale Nuovo
Il "Raccoglitore di Zafferano" rappresentato in questo affresco fu originariamente restaurato come la raffigurazione di un ragazzo. Gli archeologi, in seguito, arrivarono alla conclusione che, invece, esso raffigurasse una scimmia blu. Ambedue le versioni dell'affresco sono in esposizione.
 
Sala 17
Questa galleria contiene la collezione di manufatti di diversi periodi, donata da un medico di Iraclion (Candia), il dottor Giamalacis. La collezione comprende oggetti di tutte le epoche, compresa una figurina in bronzo di un ragazzo con un ariete sulle spalle, opera di cesello di altissima qualità, di epoca veneziana.
 
Sala 18
Arte minore dal Periodo Arcaico a quello Romano (650 a.C . - 400 d.C.).
Una statua bronzea di un giovane della città di Ieràpetra ai tempi dei romani è il pezzo di maggior pregio di questa sala.
 
Sala 19
Periodo Arcaico (650 - 500 a.C.)
Sono qui in esposizione i pezzi più imponenti del periodo arcaico ed esemplari di manufatti in metallo. Nella collezione si trova un incredibile scudo in bronzo, rinvenuto nella Grotta dell'Ideon Andron. Il fregio con uomini a cavallo, sulla sinistra della sala, era parte di un tempio del VII secolo dell'antica Rizinìa (Priniàs).
 
Sala 20
In questa sala si trovano sculture greche classiche e greco-romane. Tra queste vi sono quelle rinvenute a Gòrtina: sulla parete sinistra una statua enorme di Adriano, con una corazza raffigurante Romolo e Remo che succhiano il latte dalla lupa e, sulla parete in fondo, le statue di Afrodite (Afrodite nel Giardino; torso di Afrodite; Afrodite china nel bagno). Vi sono anche statue provenienti da Cnossos sulla parete di sinistra, fra le quali un giovane romano; e due grandi portali di una abitazione. Sulla parete di destra si trovano delle statue provenienti da Cìssamos, Chanià (figura femminile forse di Estìa), da Hersònisos (imperatrice romana), da Lyttòs (testa di Traiano) e da Màlia (il Sarcofago di Màlia II secolo d.C.). Accanto all'entrata sulla destra, si trovano dei bassorilievi greci classici, ellenistici e romani.
This museum houses the most important collection of Minoan art and artefacts anywhere in the world. Twenty galleries on two floors display the exhibits in chronological order from the Neolithic Period to the Greco-Roman period. The magnificent Minoan frescoes are displayed in the upstairs rooms.
Room 1
Neolithic and Prepalatial Periods (5000 - 1900 B.C.)
In this room one can see the early evolution of pottery styles from those found in Partira and Pyrgos, dated from 3000 to 2600 B.C. which used uneven firing techniques, to the more advanced Vasiliki-style pottery which was named after the settlement of Vasiliki where they were first found. The Vasiliki-style ware includes jugs, cups, and long-spouted vessels which have a mottled surface which has been created by fluctuations in the fire intensity. The lower polychrome decorations of the Prepalatial Period used white and cherry-red paint on a black background and are considered forerunners of the famous Kamares-style of the next period.
In this room (Case 7) some exceptional specimens of stone carving can be seen such as the two pyxis (small containers) from Mochlos and Zakros. A miniature sculpture of a clay bull with acrobats clinging to the horns is displayed in Case 12. The sealstones of this era, made of soft material such as bone, steatite and from imported ivory, are displayed in Case 16.
Gold and crystal jewellery of fine quality from the Mochlos, Mesara and Arhanes tombs are displayed in Cases 17 and 18A.
 
Room 2
Old Palace Period (1900 - 1700 B.C.)
The exhibits in this room are mainly of the finds from Knossos and Malia. Early examples of the distinctive red Kamares-style pottery found at Knossos are in Case 23. The Kamares-style pottery was named after the cave of Kamares where it was first found, although it is believed that it was made in Festos. The Kamares-style is characterized by dark colours, abstract spiral and curvilinear designs and relief patterns. Miniature clay figures found in the peak sanctuaries of Palaikastro, Kalo Horio, and Mount Youktas are in Case 24. Case 25 contains the famous Town Mosaic from Knossos made of faience, a series of glazed plaques that depicts multi-storied Minoan houses.
 
Room 3
Old Palace Period (1900 - 1700 B.C.)
The room contains finds from Festos.
Case 30 displays the original pieces of pottery found in the Kamares Cave, the name of which was given to this distinctive pottery style. A vessel with white flowers and a fruitstand with a toothed dropping rim, painted in the Kamares-style are displayed in Case 43. A large archive of seals of the period are displayed in Case 40. Case 41 contains the famous Festos Disc, a large circular clay slab with writing on both sides. The pictographs spiral from the centre to the outer edge. Scholars have not been able to decipher the disc, as they have not been able to decipher the Minoan hieroglyphic script or the Linear A script.
 
Room 4
New Palace Period (1700 - 1400 B.C.)
The objects in this room cover the height of the Minoan Civilization, apparent in the creativity and stylistic development of their art. The pottery style changes in this period from the Kamares-style to the Flora and the Marine-style. The paint themes change from abstract to specific flora or marine themes. The colour relations are reversed, and dark decoration appears on a light-coloured background. Examples of the new style appear in many cases in this room.
The faience techniques developed in this period gave a glazed surface to pottery designs mixing sand, clays, metal oxides, alkali and colour with resin. The famous Snake Goddesses in Case 50, as well as a cow and a wild goat suckling their young (Case 55) are displayed in this room.
Exceptional stone designs from the New Palace Period are displayed in this room. The bull-head from the Little Palace of Knossos is made of serpentine (dull green mineral with snake-like markings). Its eyes were inlaid with jasper and rock crystal; it is displayed in Case 51. The lioness head in Case 59 is made of alabaster limestone. The leopard and the double axe sceptre (Case 47) from Malia is made of schist (a fine-grained rock with its component materials arranged in parallel layers and splitting into thin irregular plates). The game board with ivory, rock crystal, faience, gold and silver is displayed in Case 57. Ivory work is also exceptional in this period. The famous Acrobat of Knossos, which shows a boy executing a somersault is displayed in Case 56. Work in ivory, bone, gold and bronze is displayed in Case 52.
 
Room 5
New Palace Period (1450 - 1400 B.C.)
The decline of the Minoans is obvious in the deteriorating quality of art from this period. The same decorative themes on the pottery continue, but on new types of vessels and with a new formalism. In this period, the Palace type of pottery appeared in Knossos, the only remaining palace after 1450 B.C. The Palace-style had more strict geometric principles of design in contrast to the naturalistic principles of the Floral and Marine types of pottery. It represents a departure from concrete to abstract decorative design. Palace-style amphorae with octopuses can be compared with the earlier, more naturalistic Marine-style octopuses. Many Egyptian objects found at Knossos are displayed here, giving evidence of the extent of trade between the two cultures. Case 70a contains a clay model house from Arhanes which shows how a modest Minoan dwelling would have looked. Tablets bearing Linear A and Linear B script exist in Case 69. Linear A was the original Minoan script, still undeciphered. The Linear B script appears in this period in Knossos, and has been shown to be a form of the Greek language, thus indicating that at this time (after 1450 B.C.) Mycenaeans were in Knossos.
 
Room 6
New Palace and Postpalatial Periods (1450 - 1300 B.C.)
Finds from tombs and cemeteries near Knossos, Festos, and Arhanes are exhibited here.
This room contains the museum's finest gold and ivory jewellery in Cases 87 and 88. The number of weapons shows the influence of the more militant Mycenaeans on Minoan culture. Two helmets, one reconstructed in boar's tusk and another original in bronze with cheek pieces, are also in this gallery.
 
Room 7
New Palace Settlements and Caves (1600 - 1450 B.C.)
This room contains some exceptional examples of stone carving from Agia Triada. The work in black steatite forms reliefs on vases that are among the best in the Minoan era. The Harvester's Vase (Case 95) shows a procession of men giving thanks for the harvest. Farmers follow a priest or a king dressed in scaly clothes and holding a long staff. A man is playing an instrument and musicians are singing. Another exhibit with reliefs on a black steatite rhyton shows some athletic events: boxing, wrestling, and bull games (Case 96). In Case 97 the Chieftain Cup is displayed. It shows an official receiving tribute.
Case 101 contains jewellery; one stunning piece is the Bee Pendant found near Malia. Huge copper ingots, in Case 99, weigh 29.5kg. Originally, archaeologists thought the ingots to be a form of exchange, but they were probably raw material destined for the workshops. Case 89 contains bronze figurines in a stance of worship. On the wall are three huge bronze double axes erected on wooden poles. The double axe was an important symbol to the Minoans.
 
Room 8
New Palace Period (1700 - 1450 B.C.)
In this room finds from the palace of Zakros are shown. Two of the best museum pieces are here, examples of the exceptional levels that stone carving had reached in the Minoan era. The beautiful rock crystal rhyton has a handle of green-stained crystal stones (from the bronze threading wire) and is an exceptional work of art of this period. The Peak Sanctuary Rhyton is made of chlorite, and it presents a mountain shrine with wild goats, double axes, birds and plants in relief.
 
Room 9
New Palace Period (1700 - 1400 B.C.)
Finds from smaller sites in eastern Crete are displayed here.
Case 123 contains terracotta figurines from a peak sanctuary at Piskokefalo showing ordinary Minoans at worship. The museum's largest collection of seal stones is in Case 128. A flask from Palaikastro in Case 120 depicts an octopus.
 
Room 10
Postpalatial Period (1400 - 1100 B.C.)
Artistic decline is evidence of domination by the Mycenaeans. Case 132 contains a clay sculpture of a dancing troupe with a lyre player, more plainly rendered than works of previous periods.
 
Room 11
Sub-Minoan and Early Geometric Periods (1100 - 800 B.C.)
Case 153 shows the passing of the Bronze Age to the use of the new metal, iron, for most weapons and tools. Cases 149 and 158 contain votive offerings to the Minoan goddess of childbirth, Eilithia. These give evidence that Minoan beliefs and traditions continued even as outside forces showed increasing strength. There is also a display of ceramic articles (Case 148) from Karfi.
 
Room 12
Mature Geometric and Orientalizing Periods (900 - 650 B.C.)
An eastern influence, especially Egyptian, becomes clear. An example of this influence is the jug in Case 163. Case 170 contains a small piece of jewellery of intricately worked gold.
 
Room 13
Minoan Sarcophagi
A collection of sarcophagi from various periods is displayed here. These sarcophagi have two different shapes: box-shaped with lids and bathtub shapes. These may actually have been bathtubs which had been used by their owners for this purpose. The Minoans buried their dead in a foetal position, with their knees drawn up to their chests; this accounts for the small size of the sarcophagi.
 
Room 14
Hall of Frescoes: New Palace Period
The frescoes of the New Palace were made originally in relief from a mixture of lime and sand. An example is the bull-head fresco at the North Entrance of Knossos.
The Minoans used plaster techniques to paint. The colours were produced from minerals inserted in wet plaster. When the wall was dry they added additional colours supplemented with unidentified substances. The paintings were usually two-dimensional, avoiding emphasis on depth. In some cases, miniature drawings depicting everyday life were made.
Along the left-hand wall is the fresco from the Corridor of the Procession at Knossos. Between the doors to the other galleries is the red and white griffin fresco from the Throne Room at Knossos. On the far side are naturalistic frescoes from Agia Triada, some of which are blackened by fire. On the opposite wall are some of the most famous works from Knossos: the Lily Prince, the Bull Sport, the Blue Ladies, and the simple fresco of the dolphins. The lily frescoes are from a villa at Amnisos.
In the centre of the room is the famous Sarcophagus of Agia Triada. It is made of limestone which has been covered with plaster and painted, similarly to the frescoes. The paintings represent funeral ceremonies. On one side there are, in fact, two paintings since half of the figures look to the right and the other half to the left. The female on the left pours the contents of a vase into a crater while performing a purification ritual. The figures on the right bring gifts to a priest. On the opposite side a sacrifice of a bull is shown. The bull has already been killed, and the blood is being collected in a pot. Other animals are presented beneath the table waiting to be sacrificed. Flute music is played during the sacrifice. The blood is carried by a woman to a priestess standing between double axes who collects it in a large jar. Lyra music is played during part of the procession.
 
Room 15
More Frescoes from the New Palace Period
The most famous of these is the priestess, called "La Parisienne" by archaeologists. This is a detailed portrait of a woman with bright red lips, huge eyes, and long hair.
 
Room 16
Frescoes from the New Palace Period
The "Saffron Gatherer" displayed here was originally restored as a boy. Archaeologists later decided that it should, in fact, be a blue monkey. Both versions of this fresco are displayed.
 
Room 17
This gallery contains the collection of an Iraklion doctor, the Giamalakis Collection. The collection contains artefacts from all periods including a bronze figure of a boy with a ram over his shoulder There is also very beautiful Venetian jewellery.
 
Room 18
Minor Arts from the Archaic to Roman Period (650 B.C. - 400 A.D.)
A bronze statue of a youth from Roman Ierapetra (1C B.C.) is the highlight of this gallery.
 
Room 19
Archaic Period (650 - 500 B.C.)
Larger pieces from the Archaic period and examples of metal work are displayed here. Included in the displays are incredible bronze shields from the Ideon Andron Cave. Also the freize of horsemen displayed above on the left of the room was part of a 7C temple in ancient Rizinia (Prinias).
 
Room 20
Classical Greek and Greco-Roman sculpture are displayed in this room. Included here are statues found at Gortyn, on the left wall a huge statue of Hadrian with a decorated corselet depicting Romulus and Remus suckled by a she-wolf and on the back wall the statues from Gortyn include some of Aphrodite (Aphrodite in the Gardens; Torso of Aphrodite; Aphrodite kneeling in a bath). There are also statues from Knossos on the left wall, among them a Roman youth; and two large portals from a home. On the right wall there are statues from Kissamos, Chania (female figure probably Hestia) from Hersonisos (Roman empress), from Lyttos ( head of Trajan) and from Malia (the Malia Sarcophagus 2C A.D.). To the immediate right of the door there some Classical, Hellenistic and Roman reliefs.

Important  notice: The Museum is closed since November 2006 for renovation.
Read more on:  
http://www.heraklion.gr/en/city/archeological-museum/archeological-museum.html
http://odysseus.culture.gr/h/1/eh151.jsp?obj_id=3327

Foto di Museo archeologico di Iraclion (Candia):


Una scena del sarcofago di pietra di Agìa Triada
Una scena del sarcofago di pietra di Agìa Triada
Sarcofagi minoici
Sarcofagi minoici

"Delfini" dal Megaron della Regina a Knossos
Statuette fittili di fedeli adoranti ritrovate nella tomba di Kamilari
Statuette fittili di fedeli adoranti ritrovate nella tomba di Kamilari
Dea a cavallo proveniente da Arhanes
Dea a cavallo proveniente da Arhanes
Modelllino di imbarcazione proveniente dalle tombe di Fortetsa
Modelllino di imbarcazione proveniente dalle tombe di Fortetsa
Una scena di un affresco di Knossos
Una scena di un affresco di Knossos
Squisito pendente d'oro proveniente da Malia
Squisito pendente d'oro proveniente da Malia
Figurine fittili di donne danzanti, provenienti dal santuario rupestre di Piskokèfalo
Figurine fittili di donne danzanti, provenienti dal santuario rupestre di Piskokèfalo
Vasellame in stile Kamares proveniente dal palazzo di Festos
Vasellame in stile Kamares proveniente dal palazzo di Festos
Il Vaso del Mietitore proveniente da Agìa Triada
Il Vaso del Mietitore proveniente da Agìa Triada
La brocca del
La brocca del "Polipo" del Nuovo Periodo Palazziale, proveniente da Palaìkastro
Figurina fittile votiva proveniente dal santuario rupestre di Petsofàs
Figurina fittile votiva proveniente dal santuario rupestre di Petsofàs
Figura bronzea di un ragazzo con ariete proveniente dalla Collezione Giamalakis
Figura bronzea di un ragazzo con ariete proveniente dalla Collezione Giamalakis
Vaso di stile marino del Periodo Palazziale Nuovo
Vaso di stile marino del Periodo Palazziale Nuovo
Statua romana
Statua romana
'La Parigina' - Affresco proveniente da Knossos
'La Parigina' - Affresco proveniente da Knossos
Vaso di stile marino del Periodo Palazziale Nuovo
Vaso di stile marino del Periodo Palazziale Nuovo
Statua bronzea romana proveniente da Ieràpetra (I secolo a.C.)
Statua bronzea romana proveniente da Ieràpetra (I secolo a.C.)
La Dea dei Serpenti di Knossos
La Dea dei Serpenti di Knossos
Vaso in cristallo di rocca con decorazione ad anello in filo di bronzo
Vaso in cristallo di rocca con decorazione ad anello in filo di bronzo
Ritone in steatite a forma di testa di toro, proveniente da palazzo minore di Knossos
Ritone in steatite a forma di testa di toro, proveniente da palazzo minore di Knossos
Ragazza su altalena proveniente da Agìa Triada
Ragazza su altalena proveniente da Agìa Triada
Un ritone dall'insolita forma proveniente da Karfì
Un ritone dall'insolita forma proveniente da Karfì
Figlia di Dea con due serpenti ed una pantera sul capo
Figlia di Dea con due serpenti ed una pantera sul capo
Il Ritone del Pugile proveniente da Agìa Triada
Il Ritone del Pugile proveniente da Agìa Triada
Elmo ricavato da denti di cingliale
Elmo ricavato da denti di cingliale
Figlia di Dea con due serpenti ed una pantera sul capo
Figlia di Dea con due serpenti ed una pantera sul capo
Ritone del Toro ovverosia vaso da libagioni proveniente da Zakros
Ritone del Toro ovverosia vaso da libagioni proveniente da Zakros
Il Relievo del Toro all'Entrata Settentrionale, Knossos
Il Relievo del Toro all'Entrata Settentrionale, Knossos